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Tropea e dintorni

Origine di Tropea

Nulla si sa di preciso sull’origine di Tropea. Gli storici Plinio, Svetonio, Dionigi D’Alicarnasso, Strabone  ecc; che scrutarono nel suo passato, cercarono di trarre una più attendibile spiegazione sulla fondazione. Le loro conclusioni si condensano nelle seguenti soluzioni. Si crede che sia stato Ercole a fondarla per riposarsi dalle fatiche, sostenute nella lotta contro i giganti della Calabria. La chiamò Portercole. Abbandonata dagli Ausoni e dagli Enotri , a cui verrebbe pure attribuita la paternità della fondazione, fu distrutta da Annibale perché amica dei romani. Ma ben presto fu riedificata. Scipione l’Africano, abbattuta Cartagine, al suo ritorno verso Roma, si fermò e la nominò, Postropea o Tropea, da Trophaeum, in onore al suo trionfo. Ugualmente si può dire di Sesto Pompeo e Ottaviano Augusto. Tutti e due si sarebbero fermati, qui vi avrebbero innalzato i ” Trophaea “;  il primo per festeggiare la vittoria sulla flotta di Ottaviano presso Capo Vaticano;  il secondo, in segno di giubilo e di gaudio, dopo aver sconfitto Sesto Pompeo presso le vicine Isole Eolie. Da  Trophaea a Tropea il passo è breve. Dall’etimologia della parola Tropea si potrebbe stabilire ancora: Tropea potrebbe derivare da Tropis, carena di nave; da Trobia , tempesta; da Trepo, ritorno. I primi tre casi farebbero riferimento rispettivamente alla forma dello scoglio, alle tempeste marine che flagellavano le coste della rupe, al ritorno dall’Africa o da altre rive del presunto fondatore della città.                                            

Cenni storici

I reperti archeologici testimoniano la presenza d’insediamenti umani sin dal Paleolitico Le antiche popolazioni ,gli Enotri , i Morgeti e gli Itali, furono colonizzate dai Greci tra l’VIII e il VII sec. a.C.. In seguito, saranno i romani ad occupare tutta la Calabria e più tardi, con la fine dell’Impero Romano, la regione sarà  vittima di continue invasioni da parte dei Bizantini e dei Longobardi. Tropea sotto la dominazione bizantina per lungo tempo, fu enormemente influenzata da questa civiltà. Esempio di questa  influenza fu il fatto che successivamente alla prima politica religiosa di Roberto il Guiscardo, e quindi all’arrivo in Calabria dei Normanni, il rito Bizantino rimase in uso contemporaneamente al rito latino per diversi secoli affinchè  quest’ultimo non prese poi definitivamente il sopravvento. Mentre si susseguivano   le dominazioni di diversi popoli (Angioini, Aragonesi, Spagnoli),Tropea manteneva il proprio demanio. Nel corso della storia, ci furono diversi tentativi di vendita per infeudare Tropea, tutti falliti grazie alla forte opposizione della popolazione e dei suoi rappresentanti. Il terremoto del 1783 e le conseguenti epidemie, portarono la città verso una forte crisi economica mentre, durante il periodo Napoleonico, Tropea acquistò grande importanza  dal punto di vista militare. Tropea è  nota anche  per aver dato i natali a Pasquale Galluppi grande pensatore calabrese. Altri personaggi illustri di questa città sono; Santa Domenica, il venerabile don Francesco Mottola (1901,1969), l’attore Raf Vallone (1916-2002) e il pittore Albino Lorenzo ( 1922-2005).

Centro storico di Tropea

 

Il centro storico di Tropea è formato in massima parte da palazzi antichi, grandi, alti. Il loro  sviluppo in altezza, al contrario dei paesi vicini che ebbero inizialmente una struttura edilizia bassa, va giustificato dall’esigua area  edificabile del masso roccioso, e dalla natura della roccia più resistente alle scosse sismiche. Per le stesse ragioni le vie erano quasi tutte strettissime. I palazzi, che circondano il perimetro della rupe, nel periodo in cui furono innalzati, costituivano per la manodopera locale costruzioni ad alto rischio. Per l’edificazione, secondo la credenza popolare tropeana, il muratore addetto alla fabbrica veniva legato alla schiena con una fune e un manovale aveva il compito di sorreggerlo per evitare eventuali pericoli di infortuni. Nell’esecuzione dei lavori di tutte le costruzioni fu applicata la tecnica in uso in quei tempi. Man mano che dalle fondamenta i muri delle abitazioni venivano alzati, venivano in essi praticati dei fori, adatti a conficcare i pali su cui poggiavano le tavole per la formazione del ponteggio, necessario al proseguimento e innalzamento della fabbrica. I fori non venivano coperti esternamente e tutte le facciate delle case rimasero allo stato rustico e piene di buchi , che furono ben presto occupati da uccelli migratori. Oggi i palazzi conservano, in massima parte, l’aspetto vecchio e rustico e sui portali hanno lo stemma nobiliare o la maschera. Soltanto un’esigua parte di essi, dopo i lavori di rinzaffatura e coloratura, presenta le facciate ammodernate.

I belvederi

Le villette sono i belvederi più belli  della città. Furono create negli spazi lungo il perimetro della rupe durante l’opera di modifica all’abitato del centro storico e col riempimento del fossato naturale del masso roccioso. Sono quattro; la Villetta del Cannone, la Villetta di Liano, l’Affaccio-ora Villetta largo Galluppi - la Villetta del Vescovado.
La Villetta del Cannone. E’ il belvedere più spazioso e, proteso com’è verso il mare, dà l’impressione di una grande loggia. Dal belvedere  l’occhio si perde lontano, a ovest, nel mare infinito fino a superare l’arcipelago delle Eolie di cui lo Stromboli è l’isola più vicina a Tropea. Nel suo cratere, verso la fine di febbraio e di  agosto, quando all’orizzonte la visibilità è buona, sembra che il sole tramonti, dando la piacevole sensazione di una visione straordinaria .Verso nord lo sguardo è attratto subito dal santuario di santa Maria dell’Isola e  dal mare , si stende nelle sottostanti marine dell’isola e del convento e si posa su” U Coralluni” ( Corallone), complesso di case a strapiombo sul mare.
La Villetta del Vescovado . Si trova sul lato opposto alla  Villetta del Cannone, a oriente dietro l’abside del duomo. Offre una vista circoscritta, da favola. Si è difronte al panorama più bello e l’occhio osserva con ammirazione le verdi colline dell’altopiano del poro. Si scorgono la Pizzuta , la spiaggia di Parghelia, il promontorio di Zambrone, il santuario di San Francesco di Paola, il Rione Carmine con la chiesa di Michelizia e la sua cupola, le colline di Sant’Angelo con la Santa Croce.
La Villetta di Liano. La sua posizione è la più bassa sulla rupe che ha un’altezza di 62 metri sul livello del mare. Volgarmente prese il nome dell’esercente, soprannominato “Liano” venditore di sale tabacchi e generi alimentari posta alla fine del corso in attività fino agli anni 50. Il belvedere è limitato dalla balconata a mare a strapiombo  con le due spiagge sottostanti dell’isola e di San Leonardo. Da qui si ammira l’acqua del mare nella sua più limpida trasparenza. E di un colore verde cangiante, chiaro, cristallino.
La Villetta di largo Galluppi. Si trova alla fine del largo omonimo , a nord- est, e precisamente all’inizio della cosiddetta scala dei “carabinieri”, tagliata in parte nella roccia con più di 200 gradini. La scala che immette nella marina del vescovado, è così nominata perché nel palazzo, a destra ex convento, ove ha inizio la discesa vi era la caserma dei carabinieri.

Chiesa del Gesù

Chiesa a croce greca di stile barocco. All’interno si ammirano :una grande tela rappresentante la natività del Grimaldi, pittore tropeano; un imponente lampadario; il maestoso altare maggiore con colonne tortili; l’altare di Sant’Alfonso dei Liguori ad intarsi policromi di marmo. La chiesa con l’annesso convento, costruiti a strapiombo sul Lido  S. Leonardo nel 1612, occupano una posizione assai suggestiva .              

Michelizia

Sembra che l’abbia fatta costruire un mercante, un certo Michele Malizia. Si trovava costui di passaggio, di notte, nel mare, al largo della costa tropeana, quando fu colto da furiosa tempesta  .Sul ponte della nave innalzò un voto alla Madonna ,promettendo ,in caso di salvezza ,la costruzione di un tempio presso il luogo del mancato naufragio .Di notevole interesse artistico le due tele raffigurante Sant’Antonio (1600)e la Crocifissione(1720).In questa chiesa vengono programmati concerti musicali e convegni  .La chiesa della  Michelizia   si trova nel rione del Carmine ( appena fuori Tropea)La chiesa si raggiunge tramite un sentiero di campagna ed è circondata da aranceti.

San Francesco da Paola

La chiesa sorge in Contrada Paola. La zona è panoramica e offre una splendida  vista dalla loggia dell’ex  convento dei Minimi, annesso alla chiesa. La chiesa è sede della Parrocchia dell’Immacolata e venne eretta nel 1543 per volere di un certo Giovanni  Addisi.  Costui era un marinaio mercenario che, miracolato da S. Francesco, in segno di gratitudine e devozione, fece costruire il convento ove  morì. Oggi è adattato a villa residenziale estiva. La  chiesa è una  delle  più grandi di Tropea. Nel soffitto, al centro di una  cornice di piccole tele raffiguranti i miracoli di S. Francesco, un dipinto, dai colori chiari e luminosi, rappresenta la gloria del Santo. Il tutto appartiene alla scuola tropeana del ‘700 del Grimaldi. L’inizio della via che conduce al santuario è segnato da una statua bianca di S. Francesco. Sta ad indicare il luogo del tempio, sito mostrato dal Santo, al suo ritorno da Zaccanopoli, per l’edificazione della sua chiesa.

Chiesa del Convento

La chiesa, a due navate, è unita al convento, occupato dai frati minori. Nella navata principale spicca l‘altare maggiore in legno scolpito e decorato in oro col quadro della Madonna della Sanità del XVI secolo, opera del d’Amato. Il convento fu sede provinciale della Calabria e della Lucania dei Frati Francescani Minori di San Francesco d’Assisi fino a pochi anni dopo la seconda guerra mondiale e centro degli studi teologici dell’ordine per molto tempo.

L’Annunziata

Voluta da Carlo V d’ Asburgo nel 1521 l' edificio si presenta a una sola navata ;l altare maggiore presenta sul davanti ,il gruppo marmoreo dell’Annunciazione di G. B. Mazzola e ,sul retro, un affresco del 1644,dai colori chiari, rappresentante la flagellazione ed appartenente a  scuola napoletana. Pregevole è il soffitto ligneo a cassettoni con intarsi dorati. 

Capo Vaticano

Il comune di Ricadi, di cui fa parte il promontorio di Capo Vaticano, fu istituito con decreto del 4 maggio 1811. Fino al 1806 Ricadi e i suoi villaggi furono casali di Tropea. Questo territorio risulta abitato fin dai tempi dei Bretti, dei Greci e dei Romani; testimonianza di ciò sono i numerosi resti e ritrovamenti archeologici molti dei quali si trovano  esposti nei musei di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Il promontorio un tempo era considerato un luogo  sacro, conosciuto in tutta la Magna Grecia  poiché qui sacerdoti ed indovini vi si recavano per scrutare il  futuro. Qui  era il mitico porto Ercole,  situato  nella vallata del torrente Ruffa. A monte delle foce esistono, infatti ,resti interrati di grosse mura, forse fondamenta di magazzini per merci da trasportare via mare. Fenici, Cartaginesi e  Greci mercanteggiavano i loro prodotti con le popolazioni locali. Porto Ercole viene citato anche dagli storici Strabone e Plinio il Vecchio. Questo posto dalla natura così selvaggia  e incontaminata fu scelto dal grande scrittore Giuseppe Berto che qui visse per diverso tempo. Egli dopo aver acquistato un terreno, e bonificata la sterpaglia, edificò una villa destinata a diventare un rifugio per gran parte dell’anno, ove dinanzi allo splendore della visione della Sicilia “illuminata di notte da una lunghissima distesa di lampadine con segnali rossi e bianchi” potesse trovare riparo alle proprie ansie e angoscie. Oggi Capo Vaticano con le sue bianche e stupende spiagge di Formicoli, Baia di Riace, Santa Maria e Grotticelle, rappresenta insieme a Tropea e Pizzo Calabro una delle mete turistiche più importanti della nostra regione.

Cenni storici su Pizzo Calabro

Città di indiscutibile fascino che si affaccia sul mar Tirreno, dopo il capoluogo è il centro più popoloso della provincia di Vibo Valentia. Le sue origini sono remote, secondo la tradizione popolare è stata fondata da una comunità di focesi scampati alla distruzione di Troia. Il suo nome si riferisce, probabilmente, al fatto che sorge sull’orlo della costa, posizione dove venne riedificata successivamente alla sua fondazione, dopo aver subito distruzioni da parte di pirati. Oggi è uno dei centri turistici più rinomati della Calabria,  che offre al visitatore un percorso storico e culinario, attraverso la visita ai suoi monumenti, e alla degustazione dei suoi prodotti tipici, di tutto rispetto. Nella piazza principale detta  “salotto della Calabria” seduti comodamente nei caratteristici tavolini delle gelaterie artigianali, poste davanti al  maestoso castello Aragonese, si può degustare il famoso “Tartufo di Pizzo” gelato artigianale prodotto conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Altro prodotto tipico è il tonno. Tra i monumenti da visitare segnaliamo il castello aragonese, fatto costruire nella metà del xv secolo da Ferdinando di Aragona, famoso perché qui venne rinchiuso, e successivamente fucilato nel 1815 Gioacchino Murat (Re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte). Una menzione particolare merita la chiesa di Piedigrotta, unica nel suo genere. Scavata nell’arenaria, da alcuni naufraghi nel XVII secolo, e situata in riva al mare custodisce  sculture opera dell’artista locale  Angelo Barone e di suo figlio Alfonso. Queste sculture rappresentano vicende tratte dai vangeli. Altri edifici da ricordare sono; Il duomo di San Giorgio Martire costruito nel 1500, la chiesa del Purgatorio e di Santa Maria delle Grazie del XVII secolo, la piccola chiesa dell’Immacolata, la chiesa del Carmine del 1300, la cinquecentesca chiesa di San Francesco di Paola  e infine la chiesa di San Sebastiano del XVI secolo. Una  visita è inoltre consigliata al museo del mare, e al museo murattiano ospitato nel castello.

 

Cipolla rossa di Tropea

Seppur diffusa in Europa  solamente nel Medioevo, l’uso della cipolla lungo quella che oggi è la costa degli Dei fu introdotto molto tempo prima dai Fenici e dai  Greci, che ne appresero l’uso a loro volta dagli Assiri e dai Babilonesi. Questo lembo di terra di Calabria, è quindi ritenuto, a ragione, l’area storica di produzione della rinomata cipolla rossa di Tropea. Questo prezioso tubero dalla forma rotonda o ovoidale, dal sapore dolce, delizioso, leggero e raffinato vanta dal 2008 la denominazione IGP. I suoli dove si coltiva sono di natura vulcanica. Le caratteristiche qualitative di questa varietà dipendono dal suo corredo genetico, e dalla sua interazione con l’ambiente. Per ambiente si intende peculiarità del terreno, vicinanza al mare durata del giorno, temperatura, umidità, e anche brezza marina che accarezza costantemente i nostri campi.  La rossa di Tropea ha proprietà antibiotiche , antiossidanti e diuretiche.Previene malattie cardiovascolari, è indicata come rimedio delle malattie della pelle,  del raffreddore, e dell’ influenza. Produce azione benefica contro moltissime altre patologie.

Calendario delle Fiere nei comuni della provincia di Vibo Valentia

Le fiere sono manifestazioni che si ripetono ogni anno ,nello stesso giorno, con grande partecipazione di pubblico. Una parte del paese viene quasi tappezzata da banchi ricchi di vari prodotti,da quelli tipici all’abbigliamento ai casalinghi.

Acquaro:

ad Acquaro la fiera viene fatta nei tre giorni precedenti l'ultima domenica di agosto

Arena:

Arena la fiera del bestiame viene fatta il giovedì precedente la prima domenica di settembre

Briatico: 

la fiera viene fatta il venerdì precedente la prima domenica di giugno in p.zza 4 novembre

Brognaturo:

la fiera viene fatta la prima domenica di settembre

Cessaniti:

la fiera viene fatta il 16 aprile e l'ultimo venerdì di maggio

Capistrano:

la fiera del bestiame viene fatta il secondo giovedì di agosto

Drapia:

a fiera della Santa Croce viene fatta il 18 aprile; quella di SS. Cosimo e Damiano dal 25 al 27 settembre a Brattirò

Dasà:

la fiera viene fatta il 7 e 8 dicembre

Dinami:

la fiera di S. Francesco viene fatta la seconda domenica di maggio; la fiera della Madonna della Catena viene fatta dal venerdì precedente la seconda domenica di luglio

Filandari:

la fiera viene fatta il 21 giugno, il 14 luglio e il venerdì della seconda domenica di agosto ad Arzona

Fabrizia:

la fiera di S. Antonio viene fatta dal 13 giugno fino alla domenica successiva; quella della Madonna del Carmine il sabato prrecedente la prima domenica di agosto

Filogaso:

la fiera viene fatta il primo sabato dopo Pasqua

Filadelfia:

la fiera di S. Francesco viene fatta l'1 e il 2 aprile; quella di S. Antonio il 12 e 13 giugno; quella della Madonna del Carmine il sabato prrecedente la quarta domenica di agosto; quella di S. Teodoro il sabato precedente la terza domenica di settembre

Francavilla:

la fiera viene fatta la seconda domenica di agosto

Ionadi:

la fiera viene fatta il 30 luglio

Joppolo:

la fiera della Madonna del Carmine viene fatta il 14 e 15 agosto

Limbadi:

la fiera viene fatta il 25 luglio

Maierato:

la fiera viene fatta il 14 agosto

Monterosso:

a fiera viene fatta il 5 maggio e il giovedì precedente la prima domenica di luglio

 

Pizzo:

la fiera viene fatta il 1° novembre

Pizzoni:

la fiera viene fatta il 2 luglio

Polia:

la fiera generale viene fatta il venerdì precedente l'ultima settimana di settembre

Rombiolo:

la fiera della Madonna del Convento viene fatta il 7 luglio e il giovedì precedente la prima domenica di ottobre a Pernocari

Ricadi:

la fiera della Conciliazione viene fatta l'11 febbraio a S. Domenica; quella di S. Biagio il sabato precedente la seconda domenica di marzo a S. Nicolò; quella di S. Giuseppe il 17 marzo; quella di S. Francesco il sabato precedente la seconda domenica di aprile; quella di S. Michele il 27 aprile; quella della Madonna di Maggio

S.Calogero:

e fiere vengono fatte l'1 e il 2 luglio, la prima domenica di settembre e il venerdì precedente la terza domenica di ottobre a Calimera

S.Gregorio:

la fiera di S. Gregorio viene fatta il 25 aprile e il secondo giovedì di maggio

S.Nicola da Crisso:

la fiera della Madonna del Rosario viene fatta l'ultima domenica di luglio

Serra San Bruno:

le fiere vengono fatte il 14, 15 e 16 agosto, il 1° novembre di merci e animali, quella di S. Stefano il 26 dicembre, quella della Pentecoste domenica, lunedì e martedì di Pentecoste

Sorianello:

la fiera viene fatta il 1° maggio

Spilinga:

le fiere vengono fatte il 19 maggio e il 14 settembre

Stefanaconi:

la fiera viene fatta il 14 aprile

TROPEA

la fiera dell'Annunziata viene fatta il 23 marzo

Vallelonga:

le fiere vengono fatte la prima e ultima domenica di gennaio, il primo mercoledì di maggio, il secondo mercoledì di luglio, dal venerdì alla domenica della seconda settimana di luglio, il primo mercoledì di agosto e il 21 novembre

Vazzano:

la fiera viene fatta il 1° aprile

Zaccanapoli:

la fiera viene fatta l'ultima domenica di maggio. 

Calendario delle sagre nei comuni della provincia di Vibo Valentia

Le sagre sono manifestazioni che legano una terra ai frutti che essa riesce a produrre,tradizioni intramontabili,antichi sapori,tramandati da padre in figlio; sono diventate occasioni interessanti per il turista , in quanto costituiscono un'opportunità di conoscenza della cultura e della tradizione del posto,valorizzando le risorse locali.

Acquaro

in agosto, sagra del "vijiuazzu" (pannocchia); in dicembre, sagra della "Curuijchhia" (dolce tipico)

Arena

in luglio e agosto, sagra della zeppola e della pannocchia

Briatico

in luglio e agosto, sagra dei "fileja" (pasta fatta in casa); il 30 luglio, sagra "paisana"

Brognaturo

in luglio e agosto, sagra dei prodotti tipici calabresi

Cessaniti

il 14 giugno, sagra in onore di S. Basilio Magno; il 7 agosto, sagra paesana

Dinami

prima settimana di agosto, sagra dei maccheroni (fraz. Melicuccà)

Drapia

6 agosto, sagra della "sujaca" (fagioli) (fraz. Caria); 10 agosto, sagra del vino (fraz. Brattirò); 10 agosto, sagra del dolce (fraz. Gasponi)

Fabrizia

in agosto, sagra della zeppola e della castagne

Filadelfia

in agosto, sagra delle fave

Filandari

9 agosto sagra di "fileja" (pasta fatta in casa); in agosto, sagra del dolce calabrese (fraz. Mesiano)

Filogaso

lin luglio e agosto, sagra del dolce e delle frittelle

Francica

in agosto, sagra del pesce

Gerocarne

7 agosto, sagra del "pesce stocco"

Ionadi

10 agosto, sagra di prodotti tipici paesani (fraz. Nao)

Joppolo

in agosto, sagra del polpo, del formaggio (fraz. Monte Poro), dei "ficalindi" (fichi d'india) (fraz. Coccorino)

Limbadi

ultima domenica di luglio, sagra del contadino

Maierato

12 agosto alle 21,00 , circa, grande sagra (20° EDIZIONE) <antichi sapori > con piatti ricchi in quantità e qualità organizzata dall'amministrazione comunale.

Il 15 agosto celebrazione in onore di Maria Assunta

Il 16 in onore di S.Rocco con serate di musica leggera , alle ore 24:00 lancio dei fuochi artificiali.

 

Mileto

terza domenica di agosto, sagra del "pesce stocco"; ultima domenica di agosto, sagra della carne; terza domenica di settembre, sagra della trippa; in agosto, sagra del pollo (fraz. Paravati)

Parghelia

il 3 agosto, sagra del pesce azzurro; il 29 settembre del maiale (fraz. Fitili)

Nicotera

la fiera viene fatta il 1° novembre

Pizzo

in agosto, sagra delle salsicce e dei "strangugghj" (pasta fatta in casa)

Pizzoni

prima domenica di ottobre, sagra della castagna

Polia

8 settembre, sagra della "posa minuta" (fagioli piccoli)

Ricadi

13 agosto, sagra della cipolla rossa

Rombiolo

9 agosto, sagra dell'estate; 13 agosto sagra della patata (fraz. Pernocari); 13 settembre, sagra del maiale (fraz. Presinaci)

San Calogero

26 luglio, sagra mediterranea 

13 agosto, "festa del vino"

San Costantino

primo sabato di agosto, sagra della "pitta chjna" (pizza ripiena)

San Gregorio

seconda domenica di settembre, sagra dei dolci (loc. S. Ruba)

Sant'Onofrio

in agosto, sagra della salsiccia

Sorianello

in agosto, sagra dell' antipasto calabrese

Spilinga

8 agosto, sagra della "'nduja"

Stefanaconi

a metà agosto, sagra del pane

TROPEA

il 3 luglio, sagra del pesce azzurro; in agosto, sagra della cipolla rossa

Vallelonga

in agosto, sagra della zeppola

Vazzano

17 agosto, sagra di "pipi e patati" (peperoni e patate)

Vibo Valentia

26 luglio, sagra dei "fileja" (pasta fatta in casa); seconda domenica di agosto, sagra "i l'ortu" (fraz. Piscopio)

Zaccanopoli

seconda decade di agosto, sagra di prodotti tipici

Zambrone

11 - 12 - 13 agosto, sagra di prodotti tipici

Zungri

12 agosto, sagra della patata;19 agosto, sagra di prodotti tipici

 Mercati

Sabato : Tropea

Lunedì :Santa Domenica di Ricadi /Vibo Marina

Venerdì : Parghelia

 

I tri da’ Cruci

I Tri dà Cruci è la festa  popolare tradizionale più caratteristica di Tropea. Come tutte  le feste di paese, ha sfondo religioso, ma conserva anche qualcosa  di pagano. Si svolge ogni anno il tre maggio nella strada del vecchio Borgo via Umberto I. Viene annunziata sin dal mattino  dal suono cadenzato di un tamburo, accompagnato dai tocchi alterni di piatti e grancassa. Il suono si spande ad intervalli di breve tempo per le vie e le strade adiacenti .Per l’occasione, la via viene adornata di carta colorata e, a sera, illuminata da miriadi di luci. In mezzo sta, appesa a fili di ferro, una grande barca, costruita di canne, rivestita di carta tricolore, carica di fuochi d’artificio. I festeggiamenti hanno inizio nel primo pomeriggio con le gare podistiche, dei sacchi,  delle cuccagna ecc. Prima del tramonto, ai piedi dell’icona della Santa Croce, si recita il rosario, si cantano inni religiosi. A sera si dà il via alle manifestazioni della notte. Sul palco si esibiscono diversi artisti. Cessate le musiche, si incendia il cammello di carta e di canne, mentre viene portato su e giù per la via a suon di tamburo e grancassa e al passo di ballo. Segue il volo della colomba, fatta di latta, su fili di ferro. Parte da un balcone, e ne raggiunge velocemente un’ altro dalla  parte opposta e, tornando indietro colpisce la barca dandole fuoco. A notte inoltrata i fuochi d’artificio chiudono la giornata festiva. La festa ebbe inizio molto tempo fa e potrebbe rievocare vari avvenimenti. L’incendio del cammello di canne simboleggia la fine del pagamento del dazio agli Arabi che essi riscuotevano girando per le vie di Tropea su un cammello finto e al suono di un tamburo, la distruzione della barca rimembra la disfatta dei pirati saraceni e l’incendio delle loro barche durante uno dei loro assalti alla città.

Maria SS. di Romania

Storia e leggenda avvolgono la presenza in Tropea del quadro della Madonna di Romania. Si dice che fu portato a Tropea da un vescovo tropeano, durante la lotta contro le icone ,al ritorno dal secondo concilio di Nicea. La storia più attendibile , a cui si dà maggior credito perché tramandata da generazione in generazione, vuole che la Sacra Immagine sia stata lasciata da una nave, fermata al largo della costa tropeana da una forza soprannaturale. Il quadro era contenuto in una cassa che il capitano fece sbarcare. Dopo lo sbarco del prezioso carico la nave ha potuto riprendere tranquillamente il largo. La nave proveniva dalla penisola Balcanica ed era diretta a Roma. La regione di provenienza del quadro è incerta, ne si conosce l’autore come sono sconosciuti gli esecutori della maggior parte delle Madonne dipinte di stile bizantino. Intorno alla patria d’origine sono menzionate;  la Tracia, la Romania di Morea, l’Argolide. La Madonna di Romania è la Patrona della città da quando, apparsa nel sonno al vescovo e ad alcuni devoti tropeani, chiese di  essere posta sull’altare maggiore della cattedrale. Secondo la tradizione la Madonna venne in sogno più volte al vescovo Ambrogio Cordova avvertendolo di un terremoto che avrebbe devastato la Calabria. Questi il 27 marzo del 1638 istituì una processione penitenziale che coinvolse tutto il popolo tropeano. Proprio durante questa processione si scatenò un potentissimo sisma che non procurò alcun danno alla città e ai suoi abitanti. A lei il popolo tropeano  è attaccato da profondo amore e sincera devozione. A lei ricorre in caso di bisogno e di pericolo. La venera, la supplica con fiducia, sicuro della sua protezione e di  essere esaudito perché la Madonna non abbandona mai il suo popolo fedele,  sempre lo salvò dai terremoti, dalla peste, dalla guerra. Due bombe vuote, poste ai lati dell’entrata principale del duomo, testimoniano l’ultimo prodigioso evento a lei attribuito. Nell’estate del 1943, in pieno conflitto mondiale, Tropea non sfuggiva agli orrori della guerra e subiva tre distinte incursioni aeree  nemiche che, data la portata delle operazioni belliche potevano provocare danni disastrosi. Una fortezza volante americana (quadrimotore) nell’attraversare velocemente il cielo di Tropea, sganciava sei grosse bombe. Caddero in un fazzoletto di terreno del Piano Regolatore (oggi via mercato nuovo ) senza esplodere .

Santuario Santa Maria dell’isola Tropea

Il santuario di Santa Maria dell’isola rappresenta il simbolo di Tropea nel mondo, è un edificio di origine alto medievale, un’ attento studio della struttura muraria ha permesso di stabilire come periodo di costruzione la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo d.C. . In origine era un monastero bizantino in  cui monaci rispondenti all’ordine di san Basilio  espletavano nell’assoluto isolamento la vita contemplativa. Più tardi e precisamente nell’anno 1059 rientrando nella prima politica religiosa di Roberto il Guiscardo tendente a sostituire il rito greco bizantino con il rito latino, il monastero fu tolto ai monaci basiliani e dato in donazione ai benedettini di Montecassino. La chiesa di Sancta Maria de Tropea cum omnibus pertinentiis  suis  compariva “nell’elenco delle dipendenze della badia cassinese” redatto sulle  formelle della porta di bronzo per commissione dell’abate Desiderio (poi papa Vittorio lll )  fatta fondere in Costantinopoli nell’anno 1066. L’edificio attuale  si presenta a croce greca con una navata centrale e due piccole navate  laterali ed è il frutto di una serie di rifacimenti avvenuti per lo più a causa di eventi sismici l’ultimo dei quali l’8 settembre del 1905. Testimonianza silenziosa di questa storia millenaria sono le tre pietre tombali  situate al centro della navata di destra,  la prima rappresenta una figura ieratica e viene attribuita al maestro di Mileto opera del XIV secolo.  Nella  seconda  si notano due figure femminili ai lati di uno splendido Ecce Homo,  mentre della  terza pietra di epoca  bizantina rimangono solo frammenti. In alto sulla volta vi è una tela raffigurante la natività risalente al 1783 e opera del pittore  tropeano Grimaldi. Dietro la chiesa in un fazzoletto di terra vi è un giardino con rigogliosa vegetazione tipica  mediterranea con vista a strapiombo sul mare. Sull’altare si venera una splendida Sacra Famiglia settecentesca, la tradizione popolare  ci dice che la statua della Madonna sia stata portata nella spiaggia di Tropea al tempo dell’iconoclastia da marinai di origine orientale che battevano le nostre rotte. Non esistendo  ancora la chiesa, si decise su ordine del sindaco e del  vescovo dell’epoca, di sistemare la statua di legno  in una piccola grotta esistente al centro dell’attuale scala. C’era però il problema dell’altezza della statua, in quanto questa era più alta della grotta, si decise  quindi di incaricare un falegname per segare i piedi alla statua. Nel momento  in cui questi iniziò il lavoro diverse lame si ruppero. Sindaco e vescovo  morirono di morte improvvisa. Successivamente nel posto in cui la Madonna si manifestò con eventi luttuosi iniziarono a verificarsi una serie di eventi miracolosi. Ogni anno il 15 Agosto nella ricorrenza della festa dell’assunta la Sacra Famiglia viene portata trionfalmente in processione sul mare. La processione inizia intorno alle 16,30. Le tre statue  vengono portate a spalla lungo la scala, dalla chiesa alla spiaggia del mare ”piccolo” dove vengono poi  issate sulle barche. La processione  a cui partecipano decine di imbarcazioni si snoda passando dalle “spiagge delle roccette” e di  Parghelia  per  giungere fino a Zambrone. Da qui ritorna indietro verso la spiaggia del mare grande. Passa davanti al nostro camping, arriva fino a Baia di Riace, ritorna nella spiaggia di partenza dove avviene lo sbarco, per poi infine ritornare in tarda serata al santuario.